Al Late Show con Steven Colbert – Mari IN ‘merica #3

Colbert

In mattinata, sono tornato al 30 Rockfeller Plaza per andare allo Shop della NBC. È una tappa che vi consiglio se siete appassionati di serie tv, dato che c’è tutto il merchandising ufficiale di sitcom popolari come The Office, Friends, Parks & Recreation e altre.

Comunque, non ero lì SOLO per quello, ma perché c’era la possibilità di incontrare un dirigente della NBC, William Bartlett, a quanto pare lo “storico” ufficiale della rete, che firmava il suo nuovo libro.

È il tizio a sinistra

Ehi tu, esci gli archivi.

Il libro si chiama NBC and 30 Rock A view From Inside ed esplora il legame tra l’emittente tv e il palazzone. Ricco di fotografie, è rivolto ad un pubblico generalista, è un po’ souvenir e un po’ libro da tavolino del soggiorno, ma sembra interessante. Inoltre, è pur sempre una storia “dal di dentro” e come spesso accade, questi resoconti sono edulcorati e poco critici dell’istituzione in questione.

Tuttavia, non è un grosso problema, basta saperlo. Anzi, spesso mi interessa vedere come un ente interpreta se stesso, quale “memoria ufficiale” di se vuole comunicare al pubblico e come riconduce tutta la sua storia ad una narrazione coerente. Anche perché, le analisi accademiche fatte da storici e ricercatori di professione esistono e quindi tranqui.

L’autore è stato molto cordiale e disponibile (ci mancherebbe, ho comprato il libro). Gli ho raccontato dei miei studi e della mia tesi su una loro trasmissione, Saturday Night Live. Gli ho anche chiesto «What’s the deal with the archives?»: insomma, apritemeli sti archives. Quindi, mi ha dato qualche informazione utile sulla documentazione che non è ancora disponibile e su quella che invece è consultabile, anche se non ho in programma di andare all’archivio di Madison, Wisconsin, nel prossimo futuro (li mettono in culandia apposta).

Alla fine, mi ha lasciato la sua mail per scrivergli se mi servissero ulteriori indicazioni e mi ha fatto anche una bella dedica. E sono finito così, cooptato dal complesso mediatico-industrial-capitalista come nei miei sogni più perversi.

Da Colbert.

La giornata è finita con una delle esperienze più emozionanti ed energetiche che mi siano mai capitate: andare a vedere The Late Show with Steve Colbert come membro del pubblico in studio. Colbert è uno dei miei comici preferiti e seguo il suo Late Show da anni grazie a YouTube.

La registrazione del programma, così come avveniva quando alla scrivania sedeva David Letterman, è all’Edd Sullivan Theatre in Broadway. Come per tutti gli show televisivi di questo tipo, partecipare come pubblico è gratuito, poiché si è parte integrante dello spettacolo. Esso viene filmato nel tardo pomeriggio e montato successivamente. Molte scene possono andare in onda la sera stessa (sulla CBS alle 11.35) ma anche nei giorni successivi e in ordine diverso da come sono state filmate: è la magia della televisione, che fa apparire tutto liscio, facile e coerente quando in realtà dietro è un gran casino.

Che sarebbe stata un’esperienza indimenticabile da “fan” non avevo dubbi, ma avevo paura che non fosse più di tanto istruttivo. In realtà, essere lì dal vivo mi ha fatto capire un sacco di cose, anche perché è stata la prima volta in assoluto in cui ho partecipato come pubblico ad un programma.

Se tiravamo fuori il telefono ci richiamavano e se invece scattavamo foto ci uccidevano. Io ero in balconata centrale e la mia visuale era più o meno questa:

Colbert
Colbert

Le prove generali.

Come prima cosa, il ruolo del pubblico è fondamentale: all’inizio, infatti, è uscito un comico, Paul Mecurio, che ci ha fatto ridere prendendo come cavia qualche membro del pubblico, per gasarci un po’ e quindi “sincronizzare” la gente in sala su un livello di risate, di applausi e di rumore.

Il tutto doveva essere più esagerato del normale, perché la trasmissione ha bisogno che il pubblico a casa senta l’entusiasmo. La cosa interessante è che dopo le prime prove nulla sembrava più forzato. L’atmosfera della sala è cambiata così tanto che era normale ridere come dei deficienti ad una battuta a cui da soli, davanti al pc, avremmo risposto solo con un sorriso. Però, il tipo con il palo su per il culo seduto davanti a me non sembrava capire tutto ciò.

Poi vabbeh, chi mi conosce meglio sa che ridere in maniera sguaiata e imbarazzante per me non è mai stato un problema. Ho anche tirato uno dei miei tipici grugniti da maialino ad un certo punto.

Dopo altri preparativi e spiegazioni su come fare confusione nel modo giusto da parte dello stage manager, siamo tutti impazziti quando è uscita la band dello show, Jon Batiste and Stay Human che ha suonato solo per noi, tanto perché non eravamo scatenati abbastanza (il reeegazzino chitarrista totalmente selvaggio).

(Per farvi un’idea, ma ieri erano molto più scatenati).

Infine è uscito Steven Colbert correndo come un matto per lo studio (peccato che fossi sulla balconata sennò mi beccavo un cinque) e noi abbiamo iniziato ad urlare «STEEE-VEN, STEE-VEN, STEEE-VEN!». Ci ha ha salutato e ha risposto a qualche domanda dal pubblico, ma non da me che non mi ero preparato niente. Prossima volta.

On camera!

E poi, è iniziata finalmente la registrazione del programma, con Colbert che ri-entrava in studio e noi che dovevamo applaudire come la prima volta. Ogni tanto sbagliava qualche cosa, tipo il nome di una serie o una battuta e allora si faceva un secondo take. C’era anche bisogno di registrare di nuovo reazione del pubblico per cui era necessaria anche la nostra performance.

Questo è il monologo a cui ho assistito

Tra il pre-show e il taping per lo show vero e proprio, con il monologo sulla politica di Colbert, le interviste agli ospiti e per finire la performance musicale dei Lady Antebellum, il tutto è durato circa tre ore. In questo tempo non ci era concesso tirare fuori il telefono, pena richiamo, mentre se provavi a scattare una foto ti cacciavano direttamente fuori.

Una sbirciatina alla produzione

Oltre al ruolo del pubblico, ho capito tante altre cose da nerd che mi chiedevo spesso, tipo la disposizione delle telecamere (è principalmente un triple-camera setup, come le vecchie sitcom), degli spazi e come si organizzano i tecnici e il conduttore tra una pausa e l’altra. Prima di ogni intervista poi, durante la pausa, quelli che penso fossero assistenti degli ospiti andavano alla scrivania di Colbert per accordarsi meglio con lui sulle domande e gli argomenti. Un conto è leggere questi processi sui libri e un conto è rendersene conto dal vivo.

In più, non potevo fare a meno di pensare come il tutto fosse solo l’ultimo punto di arrivo di un processo frenetico collaudato nel corso di una settantina di anni. Anche solo 20 anni fa doveva essere estremamente più complesso senza la tecnologia digitale.

Il mio uomo preferito era l’omino che alla fine di ogni ripresa correva alla scrivania di Colbert con una nuova tazza di caffè (quanto darei per essere lui).

Nella puntata finale che è uscita ieri sera alle 11.35, ho contribuito al rumore e alle risate dei primi 20-25 minuti. Infatti, l’intervista a Helena Bonam Carter era stata registrata il giorno prima, mentre noi abbiamo assistito alle interviste di tre ospiti, tra cui Paul Rudd, che usciranno nelle puntate dei prossimi giorni.

È stata un’esperienza divertentissima e utile assistere a questo processo complesso e compresso, dove la produzione, per rispettare le tempistiche, è veramente frenetica.

Fare esperienza dal vivo e dare una collocazione reale nello spazio ad una cosa che vedi sempre da uno schermo, è una sensazione bella e strana allo stesso tempo. Se siete appassionati di comicità, intrattenimento televisivo e musica (sì, perché la band merita un sacco, sono bravissimi e super scatenati) vi consiglio vivamente di partecipare, se passate per New York. 3 ore di intrattenimento gratuito in cambio solo della vostra voglia di fare casino.

Informazioni Utili

  • Lo Shop della NBC (orari 8-21 sett., 8-19 weekend) si trova dentro il 30 Rockfeller Plaza, al piano terra. Da lì partono anche i tour per gli studios, comunque vale una visita solo per il merchandising. Se entrate dal retro del palazzo, sulla 6th ave, ve lo trovate proprio davanti.
  • Per richiedere i biglietti per il Late Show, cliccate qui. Verrete messi in una lista di attesa e vi consiglio di fare richiesta in anticipo di qualche settimana, di segnare più date e di completare bene il vostro profilo sul sito. In questo modo, avrete più possibilità di essere presi. Lasciate passare qualche giorno e se la vostra candidatura è idonea vi arriverà una mail. Confermate la vostra partecipazione ed avrete il vostro biglietto. Arrivate al teatro prima delle 16, consiglio almeno 15.30.

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