Darsi delle arie alla Public Library – Mari IN ‘merica #2

Ieri mi sono svegliato alle quattro e quaranta perché ecco, il jet lag. Però sono riuscito a fare tutto con calma, andare a fare la spesa in un market dove ho preso la pasta Barilla, qualche scatoletta da apocalisse nucleare e altre schifezze. La prossima volta provo ad andare da Whole Foods che è più vicino e anche più salutare… ma me pare ‘na roba un po’ da gentrificazione, no? Fuori le vili corporation da Harlem!

Secondo, volevo andare alla Public Library, ma volevo guardarmi anche un po’ attorno, per cui sono andato a piedi. Se Google Maps dava da casa mia alla biblioteca un’ora e mezza, io penso di avercene messe tre. Sia il mio appartamento che la Public Library sono sulla stessa strada, la 5th Avenue, che costeggia la parte est di Central Park (ma io sono ancora più su, che non pensiate…). Quindi bastava andare dritti. Ho preso il mio zainetto, la mia borraccia Chilly’s caricata di tè caldo per tutta la giornata e mi sono avviato.

Parks & scoiattolations

Il primo momento alla “Matteo si distrae facilmente” l’ho avuto al Marcus Garvey Park, uno dei Parchi di Harlem qualche isolato sopra a Central Park. Credo di averlo visto più volte nella serie di Netflix Luke Cage (ok, magari chi è colto l’ha visto da altre parti). Il parco è ambientato da degli scoiattoli molto amichevoli ed è caratterizzato da un monticello sopra il quale c’è una torre di guardia antincendio. La campana dovrebbe essere ancora funzionante.

Come vedete dalle foto, il clima non era dei migliori. Con quella pioggerellina fastidiosa che mi si appiccicava agli occhiali e un po’ di nebbiolina, mi sembrava più di essere a Londra che a New York. Eccomi, un po’ perplesso, a Central Park (no, non al Delta del Po).

La trentesima roccia

Poi è iniziato il delirio, ho continuato per la quinta e ho raggiunto il Rockefeller Center. Anche se al 30 Rockefeller Plaza dovrò passarci comunque un po’ di tempo nei prossimi giorni, non ho resistito dall’entrare anche oggi, fare lo sperduto e chiacchierare con la tipa infopoint.

Al 30 Rock ci ero stato tre anni fa e mi era piaciuto, ma ora che grazie ai miei studi sono consapevole della sua importanza per la storia della televisione americana, mi sentivo piccolissimo. Ogni volta che vedevo il simbolo di quel fottuto pavone accompagnato dalla scritta NBC qua e NBC , mi esaltavo per nulla. Perciò, mi sono rifugiato nello Starbucks, ho mangiato qualcosa e poi mi sono rimesso in marcia.

….per perdermi di nuovo in cazzate. Perché le studierò anche ste cose, ma prima di tutto sono un fan de merda. Questi due splendidi tabelloni dedicati alla comicità prodotta dalla NBC mi hanno fatto deviare dal percorso perché insomma, sono adorabili.

Da lì, sono arrivato a Times Square. Siccome tento di sfruttare ogni occasione per parlare con la gente e sbloccare il mio inglese (tanto chi mi conosce qui) sono stato al gioco con questi tizi che volevano rifilarmi i loro CD a patto che facessi un’offerta. Uno dei tipi ha iniziato a dirmi che è un grande fan di Balotelli e di un tale Rocco Geeeffredi. Siccome mi ha fatto ridere, gli ho dato 5 dollari per il CD da dividere con i suoi amici, solo che se li è presi tutti lui e gli altri ci sono rimasti male e allora sono scappato.

Ed eccomi arrivato, finalmente alla biblioteca. Per studiare e finire di scrivere un capitolo della tesi, ufficialmente, anche se tutti sappiamo che ho fatto la tessera solo per tirarmela su Instagram. Non sarà la Columbia University, ma fa comunque la sua figura. La tessera serve ovviamente per prendere in prestito i libri e per usare gli spazi per studiare/leggere in un ambiente *adirpoco* stupendo.

… anche perché ci si aspetta che in un posto del genere arrivi da un momento all’altro il professor Henry Jones Jr pronto per una nuova avventura.

Informazioni Utili:

La quinta strada è una delle vie più importanti di Manhattan. Se avete poco tempo, vi consiglio di prendervi una giornata per percorrerla così da sbirciare, uscire e rientrare in tutti gli edifici e zone che tocca: la quinta strada costeggia, per prima cosa, tutto Central Park e su di essa si affacciano lo Zoo, il Metropolitan Museum e il Guggenheim.

Passato il parco, la via si inoltra nella foresta di grattacieli con tutti i negozi più famosi. I palazzi che vi si affacciano sono, in questo ordine, la Trump Tower, il Rockefeller Center (con di fronte la St. Patrick Cathedral), la Public Library (con dietro il Bryant Park con i mercatini) e infine l’Empire State Building e il Flatiron Building. Se la prendete un po’ più a caso, come ho fatto io, potete percorrere un po’ quella e un po’ la Broadway, l’altra celebre via con cui la Quinta si interseca al Flatiron Building. O magari fare una andando verso sud e l’altra verso nord.

Vi consiglio vivamente una visita alla New York Public Library. Ho visto che ci sono dei tour, ma l’entrata è gratuita e si possono vedere sia il grande atrio che un paio di stanze di lettura, mentre al corridoio del primo piano potete leggere molte informazioni interessanti in autonomia. Se poi volete farvi la tessera, basta compilare il modulo di richiesta per non residenti negli USA e comunicare poi i vostri dati ai bibliotecari al terzo piano (chiedete a chiunque lavori lì e vi indicheranno gentilmente la strada). Vi daranno una tessera come la mia dalla validità di tre mesi.

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