La Federal Reserve e i suoi lingotti inutili – Mari IN ‘merica #19

Federal Reserve

L’altro ieri, sono riuscito a prenotare l’unico posto ancora disponibile per visitare la Federal Reserve Bank di New York. La Federal Reserve è la banca centrale statunitense, composta da 12 sotto-banche regionali, delle quali quella di New York è la più importante.

La Fed newyorkese si trova ovviamente nel distretto finanziario, qualche isolato più a nord di Wall Street. Ora, la storia economica mi interessa ma non mi compete troppo, quindi non vi starò a spiegare quali sono tutte le funzioni della Fed, ma solo il necessario per capire la vicenda di ieri. Non ho il tempo materiale per fare un articolo/diario ben documentato.

So che siete più interessanti alle avventure della mia giornata, brutti gossippari.

Quando ho acquistato sul sito il biglietto per la visita guidata, che è gratuita, l’unica richiesta era di stamparlo. Cosa un po’ scomoda, come immaginerete, nella mia situazione precaria, ma non mi sono perso d’animo e ho cercato una copisteria.

L’ho trovata, è di tale catena Staples Print & Marketing Services e si trova proprio sulla mia via, la 125esima. Quando sono arrivato lì, mi ha accolto un’atmosfera urbana ormai familiare: la signora che urla contro i computer, contro il timer che le ha fatto spendere 40$ e contro gli impiegati che non la aiutano. Fortunatamente, questi erano invece molto gentili e mi hanno indirizzato alla fotocopiatrice, che garantiva stampe “lampo” al costo di 15 cent a foglio. Insomma, proprio come la biblio di Illasi!

Ho fatto poche foto oggi per cui beccatevi sta poracciata di Google Maps

Solo che ho fatto qualche casino. Sono macchine moderne però, per cui ho fatto l’accesso diretto con il mio account Google sulla stampante per trovare il biglietto su Google Drive, ma ovviamente la big G prende paura e mi chiede trentamila misure di sicurezza. Ho passato 20 minuti senza cavare un ragno dal buco, perché Google mi mandava la verifica al numero di telefono italiano e ad un altro cellulare che non sto usando qui. Infatti, ho una sim americana caricata sul vecchio iPhone di mia sorella. Bella fregatura.

Comunque, alla fine, sono riuscito a stampare tutto grazie all’impiegato che mi ha fatto seguire una procedura più lunga ma efficace: SKAKKO MATTO GOOGLE. Mi sono quindi precipitato alla metro di fretta perché mancava pochissimo all’inizio del tour.

Se crolla la banca d’Inghilterra… ah no.

Rileggendo il biglietto ho anche scoperto che i visitatori erano “obbligati” a presentarsi mezz’ora prima per i controlli, altrimenti non avrebbero potuto essere ammessi.

Eh ciao buonanotte, ero già fuori tempo massimo. Però ho deciso di tentare comunque, infuriato per questa storia della stampa. Quindi, mi sono preparato un discorso nella mia testa in inglese perfetto, che avrei vomitato addosso a qualsiasi impiegato o guardia della Fed che mi avesse impedito l’accesso.

Era una cosa di questo genere: «Non è possibile richiedere un biglietto che ha già il QR Code stampato su carta nel 2019, soprattutto da parte di un’istituzione un tempo rispettabile e autorevole come la Fed; ma soprattutto, non mi sorprende come la Cina stia sopravanzando facilmente gli Stati Uniti, la cui decadenza politica, economica e di leadership è esemplificata dal fatto che la loro banca centrale richieda ancora un biglietto stampato su carta per visitarla».

La signora incazzata della copisteria sarebbe stata fiera di questo mio sproloquio, ma non ho avuta l’occasione di farlo, dato che la guardia mi ha fatto entrare cinque minuti prima del tour, assicurandomi che non ero affatto in ritardo.

Il tour della Fed

Gli obiettivi della Federal Reserve sono la stabilità del sistema finanziario, dei prezzi, la riduzione della disoccupazione e dei tassi di interesse a lungo termine. La guida ha messo subito in chiaro che la visita sarebbe avvenuta in conformità con la promozione di questi obiettivi, ma che qualsiasi opinione espressa sarebbe stata solo e solamente la sua. Onesta.

Federal Reserve
Sì, è un edificio molto allegro.

In realtà, nella mezz’ora di visita non ci sono state dichiarazioni troppo opinabili, dato che l’esposizione degli argomenti è stata descrittiva e generica, in modo da arrivare anche al pubblico non specialista. Dopo un’introduzione sulle funzioni della Federal Reserve, sulla sua sede di New York e sulla politica monetaria, siamo andati sotto terra a vedere il caveau di lingotti d’oro.

A causa del mio senso di inadeguatezza, mi aspettavo che tutti quelli che stavano visitando la Fed assieme a me fossero degli eminenti economisti, per cui mi sono sentito un po’ in imbarazzo quando ho fatto una domanda abbastanza scontata per chi è del mestiere.

Un po’ di Gold Standard, solo io e voi.

Quando la guida ha iniziato a parlare di politica monetaria, ho chiesto quale fosse il senso di tenere ancora riserve d’oro, dato che dal 1973 l’amministrazione Nixon ha interrotto il sistema di Bretton-Woods, in vigore dalla fine della seconda guerra mondiale. Esso garantiva un valore di convertibilità fisso delle varie monete nazionali in dollaro, il quale a sua volta poteva essere convertito in oro ad un tasso fisso (35$ all’oncia).

Questo era il sistema del gold/dollar exchange standard. Tra il 1971 e il 1973, gli USA interruppero la convertibilità internazionale del dollaro in oro, permettendo quindi la fluttuazione del valore del dollaro e di conseguenza, la fluttuazione del valore delle altre monete.

La mia domanda, in sostanza, era: senza più la necessità di una base aurea, qual è l’utilità di tenersi ancora i lingotti? Perché tutto sto casino?

Così come ho confuso voi con questa sintesi indegna, penso di aver confuso anche gli altri visitatori: o perché erano tutti basiti dalla banalità della mia domanda (l’oro, comunque, ha sempre un valore…); o perché, cosa più probabile, parlare di politica monetaria in inglese non è il mio forte; oppure, cosa ancora più probabile, non capivano di che cazzo stessi parlando.

Però, la guida ha capito e ne ha approfittato per fare un mini riassunto per tutti, facendomi sospettare che la risposta alla domanda “Perché tenete l’oro” non fosse contemplata nella visita. Top. Sì, non c’è un prezzo fisso dell’oro, tenere l’oro in una banca pubblica non ha un’utilità di politica monetaria (SKAKKO MATTO KAPITALISMO), dato che il valore del dollaro non è più ancorato a quello dell’oro. I lingotti della Fed di New York, poi, appartengono in misura minima agli USA e la maggior parte è di proprietà di altri enti e paesi.

Federal Reserve
Se mi dite, vi presto i simpatici fumetti che vi spiegano tutto e che si possono prendere durante la visita. Che non si dica che i banchieri siano persone noiose!

Stampa tutto che tanto…

C’è stato un ultimo elemento che mi ha confermato il fatto che quasi nessuno di noi era un economista (l’unico, forse, era un tipo inquietante vestito bene). Ad un certo punto un ragazzo ha fatto una domanda che in un aula universitaria avrebbe scatenato la derisione generale e la gogna pubblica. Era una cosa del tipo: «ma quando c’è una crisi o un disastro, il governo vi ordina di stampare i soldi per pagare e risolverlo?»

Ooooh that’s some good shit. La guida aveva già spiegato che la Federal Reserve è indipendente dal governo americano, il quale stampa sì la moneta, ma è la Fed a controllarne il flusso in maniera autonoma, in quanto “banca per le altre banche”. Altrimenti, c’è il rischio che il governo emetta una quantità di moneta eccessiva favorendo un’inflazione rampante. Mentre la guida rispiegava tutto questo, l’economista inquietante se la rideva: poveri popolani ignari.

Dove i $ vanno a morire

Prima di proseguire nel caveau dei lingotti, che aveva tutto il carattere di attrazione turistica, la guida ci ha spiegato anche che uno dei compiti della Fed è sostituire le banconote vecchie e usurate con nuove e scintillanti. Ecco perché il souvenir finale era un sacchettino con cartamoneta macerata per un totale di 100$. Simpatico.

Una visita carina, forse non troppo approfondita dato che molte delle cose che vengono spiegate si possono leggere sui libri o su internet, ma comunque interessante se non siete specialisti. E poi, è gratuita e c’è anche il rischio di imparare qualcosa o come nel mio caso, di ricevere una ventata d’aria fresca dopo tutta questa inflazione di showbusiness (EHEEHHE CAPITA?).

E poi, un “pugno di dollari” non si rifiuta mai, anche se macerati.

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