Festa del Ringraziamento e gonfiabili ambigui – Mari IN ‘merica #12

Ringraziamento

Il Giorno del Ringraziamento (Thanksgiving Day) è una festività nazionale negli Stati Uniti, celebrata il quarto giovedì di novembre. Le sue origini sono da rintracciare agli inizi del XVII secolo, con l’arrivo dei primi coloni nel New England e in Virginia. A seguito dei primi buoni raccolti costoro pensarono fosse il caso, appunto, di rendere grazie a Dio. Facciamo finta che questa sia una sintesi precisa ed esaustiva, ok?

Che questa festa venisse inglobata, tra ottocento e novecento, nella società dei consumi statunitense non ci deve sorprendere (abbiamo tutti presente cosa è avvenuto con il Natale).

Nel 1924, Il grande magazzino Macy’s, collocato a New York in Herald Square, sponsorizza per la prima volta la grande parata del Thanksgiving Day. È la stessa a cui ho assistito dal vivo quest’anno.

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Dal 1952, inoltre, è trasmessa in diretta TV… indovinate da chi? EBBENE SÌ, dalla NBC, sempre lei, che anche in quell’occasione ha fatto il colpo grosso, stringendo un altro po’ il suo legame indentitario con New York City.

Sebbene alla parata marcino vari gruppi, i pezzi grossi sono i gonfiabili che raffigurano personaggi di vari prodotti: cartoni animati, fumetti, giocattoli e tutto ciò che è vendibile e acquistabile nei negozi Macy’s. Mi raccomando bambini.

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È la società dei consumi statunitense al suo massimo, dove i prodotti commerciali si mescolano in maniera quasi naturale con altri più tradizionali, come le bande musicali, le majorette e i carri natalizi. Cultura e mercato sono una cosa sola, un cocktail esplosivo a cui possiamo dare il nome di “cultura di massa”.

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La parata, infatti, che parte con il carro raffigurante un bel Tacchino, il pasto tipico del ringraziamento, si conclude con carri e musiche a tema natalizio. Per ultimo, arriva Babbo Natale. Lui è un po’ un monito, che ricorda al pubblico che nulla è perduto e che i grandi giocattoli che hanno marciato prima di lui sono acquistabili e regalabili un mese dopo. Per fortuna!

Io che sono un turbocapitalista-anarcoliberista-ultraglobalista-liberoscambista-Thatcherista ho ovviamente adorato la parata. Nonostante sia abbastanza eccessiva, non lo è poi così tanto, soprattutto se si considerano gli standard del “buon gusto” statunitense. In realtà, facendo un paragone, i carri del carnevale di Viareggio sono molto più trash, mentre con Macy’s è il “mainstream”, tutto pulito e brillante, a farla da padrone.

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Purtroppo, il meteo era molto variabile e c’era moltissimo vento, per cui le autorità hanno obbligato l’organizzazione a tenere i gonfiabili molto bassi. Piuttosto di non averli, è stato un giusto compromesso. Anzi, le pose un po’ strane che assumevano, spesso reclinate in avanti, davano un tocco di stranezza in più alla manifestazione.

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Io, ho osservato questi curiosi oggetti ballonzolare da un parte all’altra in un posticino all’angolo di una strada perpendicolare a Central Park. Armato di Biscottini e Té Twinings nel termos, ho atteso il grande evento in compagnia di altri singolari individui.

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Alla mia destra, due signore un po’ strane dal Connecticut; alla mia sinistra, un impersonator di Jay di Modern Family, che a suon di «YOU’RE BLOCKING MY VIEW!» spostava con mano decisa ogni passante colpevole di ostruirgli la vista.

Il migliore di tutti, era il nostro amichevole Uomo Ragno di quartiere appollaiato su un albero. Si stava ovviamente assicurando che il Dottor Octopus, come suo solito, non arrivasse per rapire Babbo Natale.

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