Full Frontal, ma proprio frontale – Mari IN ‘merica #4

Full Frontal

La mattinata di ieri è stata abbastanza irrilevante, principalmente perché mi sono ricordato che avrei dovuto studiare un po’ e magari riposare per evitare quei micro colpi di sonno che mi fanno perdere la fermata della metro per tre volte in uno stesso giorno. È tutto un concorrere di cose.

Anche ieri però dovevo partecipare ad un altro show, perché ho ben pensato di bruciarmi tutto subito durante la prima settimana.

Full Frontal

Lo show è Full Frontal with Samantha Bee. Bee, al pari di Colbert e John Oliver (che purtroppo non riuscirò a vedere dal vivo), è una comica della “scuola” di John Stewart, l’iniziatore di quel tipo di comicità satirica popolarissima nella tv americana di oggi. Essa consiste nell’utilizzare l’umorismo per riflettere sulla società facendo un discorso satirico più ampio che non si fermi a “prendere per il culo i politici”.

Dopo il ritiro di John Stewart nel 2015, il suo Daily Show è andato a Trevor Noah e Bee ha ottenuto un contratto con il canale via cavo TBS (che produce anche lo show di Conan O’Brien) per una mezzora a settimana di commento politico e sociale. Così nacque Full Frontal, che viene registrato al CBS Broadcast Center (si lo so CBS, TBS, PBS, si chiamano tutte uguali…) per poi andare in onda alle 10.30 del mercoledì.

Tornando a me, ero arrivato un po’ in anticipo alla location segnata nella mail, ho aspettato fuori con i primi arrivati e già ho avuto un assaggio del contesto leggermente più “piccolo” di quello di ieri sera.

Dopo essere entrati nel CBS Broadcast Center, abbiamo aspettato per una quarantina di minuti in una stanza e ci hanno spiegato che Samantha Bee e gli autori erano un po’ in ritardo con il monologo perché volevano inserire gli ultimi sviluppi delle udienze per l’impeachment di Trump.

La cosa mi ha emozionato abbastanza, vera o meno che fosse mi ha fatto venire in mente quelle scene mitiche da TV delle origini, dove gli autori di un programma lavorano freneticamente fino alla fine e nulla è definitivo fino alla messa in onda.

Entrati nello studio, ci hanno lasciato fare foto e instagrammare prima dell’inizio dello show, probabilmente perché non hanno la visibilità che i grandi network conferiscono e un po’ se ne fregano, anzi, meglio se ci fate diventare virali.

Full Frontal

Sono stato molto fortunato, dato che mi hanno fatto sedere in uno dei due posti in primissima fila, a due passi dal palco e a destra della zona dove stava la produzione, composta dalla comica Allana Arkin, la produttrice esecutiva, la stage manager (quella che sventola il rotolo di fogli per farci applaudire) il montatore e gli assistenti di produzione. Non ho fotografato questo gruppo di persone troppo normali perché mi pareva un po’ da turista cafone.

Tutti sedevano tra due computer in croce e una panca, alla mia sinistra, mentre alla mia destra stavano le due telecamere e il regista. Grazie alla ragazza che era seduta vicino a me, che era abbastanza lanciata, ho avuto anche modo di entrare in qualche breve conversazione con la produttrice esecutiva.

Full Frontal

La sensazione era diversissima da quella dell’altra sera. Ho amato entrambi gli show, ma da Colbert, sarà anche perché ero sulle balconate, l’emozione derivava dal trovarsi coinvolti in una grande spettacolo, una macchina produttiva ampia sia per dimensioni che per eredità storica.

Da Bee invece, mi sembrava di essere di fronte ad un’impresa familiare, anzi, un’impresa tra 3-4 amiche e un’altra decina di persone che si stavano divertendo un sacco a portare a casa questo piccolo show di mezzora, che ogni anno ha il privilegio di competere agli Emmy con i pezzi da novanta. Bellissimo.

Per questo, il tutto era una questione personale. Bee aveva anche la tonsillite e si è scusata più volte col pubblico perché era un po’ più affaticata e perché ha dovuto ripetere alcune parti del monologo.

Il monologo iniziale della puntata di ieri. Sul canale trovate tutte le puntate integrali anche se divise in più video in base ai segmenti.

A fare da concorrenza alla puntata di ieri sera c’erano i maledetti dibattiti dei candidati democratici. Full Frontal doveva andare in onda comunque con il suo argomento della serata, ovvero gli sviluppi sull’impeachment di Trump. Per convincere il pubblico a guardare Full Frontal e ad evitare i dibattiti, abbiamo quindi registrato un breve spot dove noi del pubblico urlavamo di cliccare su un link e boh, dovrebbe essere andato in onda sulla TBS.

Full Frontal

Comunque, quando sono uscito ho girato un po’ a caso e sono finito a mangiare tre tacos da Tacobell. poi sono tornato a casa e mentre guardavo il dibattito dei democratici ho scritto questo articolo. Il dibattito è sempre la solita cosa: unica nota interessante è che sono stati più agguerriti e brillanti… ma anche qui, è tutto intrattenimento.

Informazioni utili:

Vi consiglio tantissimo di partecipare a Full Frontal, anche perché quasi sicuramente riuscirete ad entrarci. Andate qui a prenotare i biglietti e dovrebbero mandarvi la conferma qualche giorno prima dell’evento. Vi chiedono dove abitate ecc, mettete i dati di dove starete durante la vostra permanenza a New York. La fila parte dalla tendina bianca con la scritta blu “CBS” tra i numeri 324 e il 330.

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