Good Morning A….rrrcazzo – Mari IN ‘merica #5

Good Morning

Questa è la storia di come ho preso una cosa un po’ sottogamba e giustamente me l’hanno fatta pagare. Oddio, pagare, mi hanno mandato via dalla fila per Good Morning America perché ero arrivato in ritardo. Good Moorning America, per dire, è tipo Uno Mattina ma più in grande.

Oddio le gif di Giurato.

Prima di tutto, ho confuso il nome dell’edificio (che è Time Square, tipo) con un altro a 10 minuti di distanza, però era lontano il giusto per Google Maps, che mi ha dato da prendere delle metro diverse dal solito. E io mi sono fidato. Poi, avrei potuto svegliarmi alle 5.30 piuttosto che alle 5.45, ma sopratutto avrei potuto evitare di prendere la metro in direzione Bronx e accorgermene dopo tre fermate una volta arrivato allo Yankee Stadium….eh.

Ma non è finita, perché sono il pollo dei polli: avrei avuto anche il biglietto prioritario, per cui il posto a sedere ce l’avevo garantito, se arrivavo alle 6.45. Solo che in tutto il mio disastro ho mancato la deadline per i prioritari e allora mi hanno messo in fila con i generali, ma ero tipo il penultimo della fila. Poiché i biglietti vengono dati in eccesso per assicurare di riempire lo studio (e anche per questo sono gratis), gli ultimi, se c’è tanta gente, spesso non entrano.

Good Morning

A zonzo.

Quindi, ci hanno mandato a casa, con la promessa che ci avrebbero fatto accedere un altro giorno. Mi sono consolato un po’ da Starbucks e per non buttare la mattinata ho deciso di fare un po’ di spesa, solo che qui aprono tutto alle 9 o alle 10 e allora per un’ora e mezza ho girato in tondo con i mezzi, cercando qualche negozio aperto.

C’è nessuno?

Ho sperimentato anche gli autobus, belli, a parte le bestemmie dell’autista quando non riuscivo a scendere perché in ‘sto paese la porta degli autobus devi spingerla per uscire. Non è né automatica, né devi premere un pulsante….la porta la devi spingere. Dovrebbe essere intuitivo perché insomma, è una porta, eppure è così complicato.

Comunque, sono finito da Target vicino all’Empire state Building. Ho fatto un po’ di spesa e non ho resistito a farmi del male comprando cose come la pasta precotta della Barilla che cuoce in micronde in un minuto, o i tortellini ai quattro formaggi della Buitoni. Fa parte del mio amore per le ibridazioni culturali ed è tutto commestibile eh, ma Taco Bell di ieri sera a confronto era gourmet.

Give me my folding Chair, oh Big Apple.

Però, non ho trovato quello per cui ero venuto: un’economica sedia pieghevole tipo camping da usare stasera quando dovrò fare la notte fuori dagli studi della NBC con altri folli fino alle sette di mattina, per ottenere un biglietto che mi faccia assistere a Saturday Night Live. È il motivo centrale per cui sono qui ed è tutto incluso nei crediti per la tesi (no non è vero, anche se dovrebbero inserire la clausola “lode per notte all’agghiaccio”).

Ah si,, ho preso anche i biglietti per Star Wars – Rise of the Skywalker in IMAX superbomba (ROSIK?) per me e i due turisti che vengono qui a Natale.

E la mia sedia pieghevole? Volevo la mia sedia pieghevole. Allora, dopo aver studiato un po’ alla biblioteca pubblica di Harlem ho preso e sono andato al Target grosso del Bronx. Mezzora a piedi da casa mia.

Però ho trovato la sedia pieghevole! E sono stato disposto ad affrontare il famigerato Bronx per ottenerla. Mi dispiacerà lasciarla qui, ma se stanotte andrà bene potrei anche pensare di riprovarci nei prossimi weekend così la sfrutterò prima di darla in beneficenza.

Perché barboni sul marciapiede al freddo sì, ma con la sedia pieghevole da pensionato è tutta un’altra storia.

Guardate che regale. Ce lo vedete un bel Luca Giurato seduto sopra?

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