Dalla High Line al Late Night – Mari IN ‘merica #10

Ieri mattina ho consegnato due capitoli della tesi, per cui ho deciso di rilassarmi un po’ nel pomeriggio percorrendo a piedi la High Line, ovvero parte della vecchia ferrovia di Manhattan in disuso, ora adibita a parco.

High-Line e Down-Town

È un percorso molto suggestivo, immerso nei grattacieli e nella natura. Ogni tanto, ci sono anche delle installazioni artistiche interessanti, ma ho scoperto che è l’accostamento generale tra alberi ed edifici nuovi e vecchi che mi meraviglia più del resto.

High Line

Per questo motivi, ho deciso di continuare a piedi finita la ferrovia (2,33 km) per esplorare un po’ Downtown Manhattan, che propone questi scorci molto suggestivi.

Ground Zero

Facendo a gara con un gruppo di turisti furbetti che pensavano di superarmi ad ogni incrocio perché attraversavano col rosso (ma li recuperavo sempre perché da newyorkese shallo ero spedito e senza zaino), sono quindi arrivato al World Trade Center e a Ground Zero.

Il memoriale dell’11 settembre, con le due fontane dove stavano le torri e tutti i nomi delle vittime attorno, è un qualcosa che esiste perché è accaduta una cosa che non sarebbe dovuta succedere. Arrivato lì ho sentito un vuoto, sarà anche perché stavolta ero venuto da solo e quando sei da solo i pensieri corrono. Vedere poi parenti e amici delle vittime, ancora oggi, mettere piccoli fiori sul nome dei loro cari a bordo della fontana, fa un certo effetto.

Sullo sfondo c’è l’immenso One World Trade Center e possiamo solo immaginare la frenesia di quegli uffici. Il parco, invece, è un luogo abbastanza pacifico: anche qui, edifici nuovi, alberi ed edifici “vecchi” sullo sfondo.

Grattacieli e Alberi

Dietro al parco, c’è la piccola cappella di St. Paul, costruita nel 1766, che si nasconde tra ad una foresta di alberi e lapidi. Un altro luogo molto particolare che non ti aspetteresti in una città come questa.

Attraversato il cimitero, sì arriva alla Broadway. L’ho percorsa un attimo verso nord e sono arrivato al parco del municipio. Se ci si siede lì e si gira un po’ lo sguardo, si ripete ancora una volta quell’effetto di cui parlavo prima: edifici recenti, costruzioni più vecchie e alberi spogli che formano proprio un bel groviglio, specialmente in questa stagione invernale.

A est, infatti, vediamo il L’Evening Post Building, in Art Deco, e il Woolworth Building, in stile neogotico, costruito circa 100 anni fa, che non a caso è stato scelto per essere la sede del “Magical Congress of the United States of America” nel film Animali Fantastici e Dove Trovarli.

Verso nord invece, vediamo il piccolo Municipio della città, mentre a nord est sta invece l’imperioso e massiccio David N. Dinkins Municipal Building.

In attesa di Late Night

Avrei voluto giocare un altro po’ con gli scoiattoli del parco, però dovevo andare a Late Night with Seth Meyers alla NBC. Stavolta sono riuscito ad ottenere subito il biglietto e non volevo arrivare in ritardo.

Ier sera non ci sono state estenuanti attese, dato che se hai il biglietto ti fanno accomodare nella Peacock Lounge dietro alla rotonda, una sala d’attesa con i divanetti, gli schermi che mostrano scene dello show che andrai a vedere e una fontanella per rinfrescarsi.

È un bel contesto e potevo anche scattare delle foto, ma non mi sentivo molto a mio agio, non tanto per il posto fighettino in sé, ma perché ho ricevuto un bel trattamento senza pagare. Insomma, dov’è il trucco?

Ah eccolo: il page iperentusiasta che nell’attesa è passato col microfono a chiederci i nostri nomi e ci ha proposto qualche trivia sul programma, del tipo: «quali altri presentatori hanno tenuto Late Night prima di Seth Meyers?». Tutti a ricordare che prima di lui c’erano Fallon (che poi appunto è passato al Tonight Show) e Conan O’Brien. Nessuno sapeva però che il primo host è stato David Letterman, (uno a caso insomma) e allora ho alzato la mano e ho risposto io. Che nabbi sti americani, devo arrivare io dall’Italia a insegnarli le cose loro.

Un programma giovane per un pubblico giovane.

Comunque, fortunatamente, dopo poco ci hanno fatto accedere al programma. Mentre ripercorrevo per l’ennesima volta i corridoi degli studios (ormai mi sentivo a casa), sono rimasto sopreso del fatto che del gruppo con cui sono salito potevo essere benissimo uno dei più vecchi.

Origliando i discorsi, alcuni erano ragazzi che andavano ancora a scuola e il contrasto con il pubblico da Fallon del giorno prima era evidente. Per dire, lunedì avevo a fianco una coppia di settantenni dove lui aveva il cappellino da veterano del Vietnam. Il resto di quelli che avevano atteso con me, erano piccoli gruppi familiari…. mamma e figlio, mamma e figlia, coppie sposate…

Da Meyers, invece, nonostante ci fosse qualche ultra quarantenne, la stra grande maggioranza mi sembrava sotto i trenta e molti sotto i venti.

La cosa non avrebbe dovuto stupirmi. Prima di tutto, Late Night va in onda dopo Fallon, alle 12.37, e i nonni dormono. Secondo, questa seconda-seconda serata permette alla NBC di indugiare su contenuti un po’ meno da “americani medi” e molti giovani probabilmente si sentono fighi a vedere una trasmissione più “edgy” e “cool” del Tonight Show di Fallon.

Infatti, Late Night ha uno stile molto più “underground” e punk rock: lo studio 8G è leggermente più buio e l’ambientazione è quella di un vecchio edificio con le pareti di mattoni e delle larghe finestre ad arco che si affacciano su Manhattan; la Band poi, ci ha salutato suonando un pezzo dei Ramones e sulla stessa linea proseguivano durante le pause. Per fare un confronto, da Fallon partivano i classici Gingle natalizi.

La nota per me stridente con tutto questo è stata alla fine dello show, quando ha suonato Jon Pardi, un cantautore country… non esattamente quello che mi sarei aspettato per un pubblico di hipster costali, ma potrebbe ancora mancarmi qualche pezzo per connettere il tutto.

La “politica” della tarda serata

Per quanto riguarda l’host, Seth Meyers ha avuto un inizio di carriera simile a quella di Fallon: anche lui pupillo del Saturday Night Live, ha però costruito una comic persona molto diversa, più sarcastica e mordace, nonché più interessata agli sviluppi politici. È molto simile a Colbert in questo e infatti, alla NBC, appare come colui che più ha guardato al di fuori delle mura del 30 Rock, ricevendo le lezioni di Jon Stewart e di altri picconatori comici sulle TV via cavo.

Anch’egli è comunque molto amichevole col suo pubblico e penso sia molto fiero del suo seguito, dato che non è da tutti riuscire a catturare l’attenzione di quella fascia strategica di pubblico giovane. Probabilmente, anche per questo, la rete gli lascia maggiori libertà. Nonostante si nasconda dietro alla scusa che è tutto “per ridere”, il suo segmento A Closer Look guarda in chiave comica agli ultimi sviluppi politici, fornendo una chiave di interpretazione per le assurdità dell’amministrazione Trump.

Purtroppo, durante la registrazione della puntata di ieri sera, Seth non ha fatto A Closer Look, ma un segmento sui Democratic Debates dove alle domande comiche dell’host seguiva una risposta dei candidati ritagliata appositamente.

Non sono mai stato un ammiratore di questo formato che mi è sempre sembrato un po’ pigro: è un taglia e incolla, anche se qualche battuta era divertente.

Le spalle.

Comunque, il monologo era abbastanza fresco e ho apprezzato anche il momento lasciato ad una delle sue autrici, Amber Ruffin, che saltuariamente fa un segmento molto connotato con battute a tema razzismo che potrebbero infastidire un certo tipo di pubblico, sicuramente non i millenials e i Gen Z che seguono Meyers.

La mia parte preferita è stato però il momento di tre minuti con protagonista Fred Armisen (che aveva anche partecipato a SNL sabato sera). Amico e collega di Meyers dai tempi di SNL, Armisen è un performer molto versatile, tanto che oltre a fargli da spalla suona la batteria nel gruppo che accompagna lo show.

Proprio questa sua fama di “esperto in tutto” è un’occasione per proporre dei pezzi comici dove lui si spaccia come massimo conoscitore di una data disciplina, in questo caso l’arte. Con un’aria “strana” e disarmante che mi ricorda un sacco i personaggi di Corrado Guzzanti, Armisen qui parla in maniera idiota del quadro Washington attraversa il Delaware, dando informazioni false e che da casa sembrano inventate al momento.

Infine, Casey Wilson e Oscar Isaac erano gli ospiti della serata. Isaac, Poe Dameron nei nuovi Star Wars, ha parlato dei dietro le quinte del nuovo film. Meyers è un bravo intervistatore: entra molto in empatia con i suoi ospiti e gli fa raccontare storie abbastanza interessanti, non le solite menate che si leggono in giro.

Informazioni Utili:

  • Se volete maggiori informazioni sulla High Line, andate su questo sito. Percorrerla è ovviamente gratuito, ecco la mappa così da capire meglio la zona e la lunghezza di percorrenza:
  • Per Seth Meyers, allo stesso modo di Fallon e Colbert, dovete fare richiesta su 1iota per i biglietti (sempre gratis). Segnate più date per avere più possibilità e completate bene il vostro profilo. Vi metteranno in lista d’attesa e quando vi arriverà la mail, confermate subito la partecipazione e vi arriverà il biglietto. Arrivate lì almeno un’ora prima dell’orario indicato sul biglietto, dove ci sono anche tute le indicazioni.. Il Check in è al piano terra del 30 Rockefeller Center, comunque chiedete a qualsiasi page/addetto e vi sarà indicato.
  • Se invece non avete avuto la fortuna di avere un biglietto, qui vi spiegano come ottenere lo stand-by ticket, arrivando e mettendosi in fila la mattina presto, prima dello show.

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