30 Rock: il potere dell’autoironia

Se non avete mai visto una puntata della serie 30 Rock, vi consiglio di darle una possibilità. Tutte le sette stagioni, andate in onda dal 2006 al 2013, sono da poco disponibili su Amazon Prime Video. Il cast di attori include Tina Fey (anche ideatrice, sceneggiatrice e produttrice della serie), Alec Baldwin e tanti altri. Insomma, è un buon modo per sfruttare l’abbonamento.

30 rock è una situation comedy (ma di quelle moderne senza risate registrate) che racconta le vicissitudini del cast di sceneggiatori, attori e produttori di un programma comico fittizio. E fin qui tutto bene, è una serie su gente che fa una serie, una meta-narrazione (terminoni) tipo Boris.

Anche se quest’ultima è decisamente più cinica e amara, le due serie tv hanno qualcosa in comune nel soggetto: prima di tutto, i protagonisti sono impegnati nella lavorazione di un prodotto televisivo che fa schifo; seconda cosa, sono entrambe una satira pungente del mondo della televisione, con le sue star egocentriche e inaffidabili e con i suoi dirigenti senza scrupoli, mossi solo dal denaro e dai calcoli politici.

30 Rock e il mondo reale

Tornando allo sceneggiato d’oltreoceano (mi sono già fumato tutti i sinonimi di “serie tv” e non ho intenzione di usare “telenovela”), è interessante notare la sua intersezione esplicita con il mondo reale su molteplici livelli:

  1. In 30Rock, la trasmissione a cui i protagonisti lavorano è The Girlie Show, una versione parodistica e peggiorata del celebre Saturday Night Live (quello degli sketch con le imitazioni varie).
  2. 30 Rock è ambientata negli studi della NBC (National Broadcast Company),* emittente televisiva americana realmente esistente.
  3. Gli studi della NBC, nella serie come nella realtà, si trovano al 30 Rockefeller Plaza, un grattacielo di Manhattan, detto appunto 30 Rock.
  4. Infine, cosa più importante, la NBC della nostra realtà ha prodotto e distribuito 30 Rock.

Quindi, la NBC ha proposto al pubblico una serie che si prende gioco dei suoi programmi, della sua struttura gerarchica e commerciale, delle sue dinamiche lavorative e di spettacolo. 

Inoltre, i punti di contatto tra fiction e realtà sono molti altri, basta vedere chi sono i creatori, gli attori e i produttori…ma 30Rock è una matassa talmente complessa che va sbrogliata con calma. Penso che alla serie dedicherò ulteriori articoli, perché, come tutte le migliori sitcom, è un’enciclopedia della cultura di massa statunitense, che mette in scena storie, dialoghi e situazioni nei quali si intersecano gusti, emozioni, sensibilità e mentalità che rivelano la profondità della società americana

, la profondità può rivelarsi anche in una serie comica

, la profondità si può trovare anche nel paese dei mangiamburger

Arriviamo al punto: perché i dirigenti della NBC sono stati disposti a finanziare e a produrre una serie che mette in scena una presa in giro esplicita contro di loro?

Motivi di immagine

Prima di tutto, perché l’autoironia fa bella figura e ciò che fa bella figura vende.

Essa è spesso vista come esempio di superiorità morale, come dimostrazione che non si ha nulla da nascondere, che non ci si vergogna dei propri difetti e che si è capaci di ridere di se stessi e di mettersi in discussione. Questa strategia funziona molto bene per un politico ma anche per un ente, in questo caso serve a sfatare il mito delle industrie e delle corporation ciniche, ostili e distanti dalla maggioranza degli americani, dando loro un’immagine benevola, giocosa e democratica

Motivi commerciali

Un altro motivo deriva da considerazioni molto concrete. La NBC soffriva di un calo di spettatori importante, a causa di un riassestarsi del mercato dell’intrattenimento, con l’ascesa della reti televisive via cavo e satellitari (Comedy Central, HBO, Fox News…) che si ponevano come concorrenti dei vecchi canali “via antenna” (NBC, CBS e ABC). La questione è più complessa e qui l’ho un po’ banalizzata sennò finiamo domani, ma l’emittente ha interpretato 30Rock come una possibilità per riappropriarsi del suo ruolo centrale nell’industria televisiva.

Infatti, la serie presenta personaggi e situazioni che rimarcano il contributo portato dalla NBC alla cultura americana, con riferimenti a programmi del passato e del presente, assieme alla martellante presenza del suo simbolo, l’iconico pavone arcobaleno. La NBC in 30 Rock è lAmerica’s Network, un’istituzione fondamentale che ha contribuito a plasmare l’American way of life.

In questi termini, la parodia della rete televisiva non è un’azione distruttiva, ma funziona a suo favore: «una parodia attacca un particolare testo o genere, ridicolizzando come quel testo o genere si sviluppa», ma al contempo lo eleva a paradigma, offrendo «nuove vie per dare senso a “vecchi” testi o generi». In parole povere: ridere della NBC vuol dire ridarle importanza, una strategia da canto del cigno (o del pavone?) che però ha dato i suoi frutti.**

Motivi di potere

L’autoironia, inoltre, è anche una questione di controllo e potere: quando la mettiamo in pratica, decidiamo noi su che cosa della nostra vita si possa scherzare e tracciamo un confine oltre il quale non è “corretto” andare. Infatti, quante volte sentiamo dire o diciamo: «io posso scherzarci su queste cose perché sono mie». Oppure: «se ci scherzo io va bene, ma tu non puoi permetterti».

Per un’azienda, in particolare per una rete televisiva, poter controllare ciò che sì può dire o meno di sé è una cosa importante. Questo non vuol dire che 30 Rock sia una serie “censurata”, ma più probabilmente “delimitata”: l’atmosfera di ilarità e assurdità generale permette agli autori di scherzare in un recinto, per quanto largo, senza tuttavia che una battuta tagliente possa scatenare il panico.  30 Rock è sì un’interpretazione ironica e satirica della corporate america televisiva, ma alla fine è anche fiction e la finzione permette di fare e dire cose che nella realtà non diresti mai. 

A me sembra, infine, che in ogni campo dell’industria dell’intrattenimento americana (e non solo) valga sempre la stessa regola: «Don’t bite the hand that feeds you» [non mordere la mano che ti nutre] che da noi sarebbe un più aristocratico «non sputare nel piatto in cui mangi».

Ovviamente quello che vi sto dicendo è una mia interpretazione di queste dinamiche, data dalla visione di ore e ore di materiale di questo genere (ho problemi seri) e dalla lettura di qualche pagina da cui ho derivato alcune riflessioni.

Spero che anche voi possiate trovare stimolanti questo genere di discorsi sulla comicità, argomento che mi affascina molto. Comunque, alla fine, la cosa che tutti dovremmo fare è guardare 30 Rock, ridere e rilassarci, perché è una serie bellissima e divertentissima

…Anche se ci dice qualcosina in più.

Note: 

*Allora, chiariamoci. NBC è l’acronimo di “National Broadcast Company”. Che è sia il nome del canale principale, come dire “Rai Uno”, ma è al contempo il nome dell’emittente, tipo la “Rai”. Qui non intendo parlare della programmazione del canale in sé. Userò l’acronimo sempre al femminile, con articolo femminile davanti, perché intendo l’azienda, la rete televisiva, l’emittente ecc. … che sono tutti termini femminili. Quindi dirò “la NBC”. Ma perché non “l’NBC”? Perché almeno per la mia scuola di pensiero devi sempre dare la possibilità di leggere gli acronimi ad alta voce in maniera estesa. Infatti, non dici l’National ma la National, anche se in acronimo è più bello dire l’énbissí (o L’ennebiccì se alle elementari non avete fatto lo spelling in inglese). Capisco che su questo si possa discutere. Hai per caso googlato e letto che è giusto nell’altro modo? Pazienza, io uso questo.

** Per saperne di più sulla storia dell’industria televisiva americana: The Columbia History of American Television di Gary Edgerton. Le citazioni invece sono tratte dall’introduzione di Satire TV: politics and comedy in the post-network era, molto interessante. Su 30 Rock, invece, leggetevi il capitolo di Derek Johnson Going Backstage: Network Heritage, Industrial Identities and Reiterated Mediation on Saturday Night Live’s Work Worlds, nel libro Saturday Night Live and American TV.

Per i libri, vi ho messo il link Ibs, ci sono anche su amazon ma si trovano anche in *EHEM* altri siti.

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