Raccontare la storia a New York – Mari IN ‘merica #25

New York è una città ricca di storia e cultura. Se però i grandi musei non fanno per voi, oggi ho scoperto delle valide alternative un po’ meno conosciute. Non sono “tappe obbligate”, ma possono arricchire comunque la vostra esperienza e se così non fosse, almeno una delle due è gratis. Quasi.

Il Paley Center for Media

Ieri pomeriggio ho fatto un salto al Paley Center for Media (25 West 52nd Street), una struttura che oltre offre la libera consultazione di 160.000 programmi TV e radio del passato, tramite delle postazioni computer che accedono ad un archivio digitale permanente. I computer si possono utilizzare gratuitamente per un’ora e mezza al giorno, mentre per stare lì di più la struttura richiede una piccola donazione.

Comunque, sono stato lì un’oretta, dato che avevo intenzione di dare solo uno sguardo generale, cercando di capire quali fossero (e quali non fossero) le fonti conservate nell’archivio, in vista delle mie ricerche presenti e future.

Una miniera televisiva.

Oltre a poter ricercare liberamente programmi e puntate, i curatori hanno organizzato delle comode collezioni tematiche: per il lato dei notiziari, ad esempio, c’è una collezione specifica dedicata alle trasmissioni radio e televisive condotte da Ed Murrow, il leggendario anchorman della CBS famoso per i suoi reportage negli anni cinquanta contro la “caccia alle streghe” del senatore McCarthy.

L’archivio sembra essere molto fornito anche dal lato dei late-show e della comicità televisiva in generale, ovviamente ciò che mi interessa di più. Ad esempio, c’è una collezione specifica dedicata al re della tarda serata, Johnny Carson, che copre pressoché trent’anni di programmazione, mentre mi sono goduto qualche spezzone di David Letterman e Conan O’Brien degli anni ottanta e novanta. Ovviamente, ho dato anche un occhiata alle puntate di SNL, tuttavia quelle disponibili si interrompono a metà anni novanta.

Se siete a New York e siete appassionati di televisione e di cose un po’ vintage (ci sono anche raccolte di vecchi segmenti pubblicitari, sitcom, cartoni e altre serie) vi consiglio di farci un salto. Credo che con poco impegno si possa anche trovare del buon trash d’epoca. Non è male sedersi al caldo per un’oretta e mezza e divertirsi a cliccare a caso su puntate di vecchi show o serie tv che magari su internet non si trovano. Chissà quali perle potreste scoprire!

La New York Historical Society

Ho deciso poi di andare a fare un salto alla Historical Society of New York, che ha un piccolo museo a fianco del più noto Natural History Museum. 13$ per l’entrata se siete studenti, 20$ se siete adulti non studenti (me spiace). È piccolino ma vale veramente la pena visitarlo, perché non è uno di quei musei dove ci si perde perché hanno dentro tutto, ma è composto da sezioni tematiche ben strutturate che affrontano vari periodi e argomenti della storia americana.

“The Tontine Coffee House”, Francis Guy, 1797. La casa sulla sinistra era un’avamposto commerciale, al suo posto ora si erge lo Stock Exchange Market. Infatti, il quadro rappresenta l’incrocio tra Wall Street e Water Street a fine settecento, dove le merci arrivavano dal mare per essere poi immesse sul mercato nazionale.

Con la mia solita fortuna in queste situazioni, sono arrivato poco prima che partisse una visita guidata gratuita di circa un’ora, che ci ha introdotto alle opere d’arte presenti e ai vari oggetti storici presenti nelle sale.

Questo luogo è eccentrico in maniera adorabile: il piano terra è ora dedicato ad una mostra di trenini giocattolo, ma a fianco di questa si trova una serie di quadri della scuola pittorica dell’Hudson River, dedicati al tema generale della nascita e del tramonto della civiltà.

Al piano superiore, c’è una sala che ripercorre lineamenti specifici di storia americana (Rivoluzione, schiavitù, guerra civile, guerre internazionali ecc.) attraverso diversi oggetti, come un pezzo della balconata da cui George Washington giurò come primo presidente. Ci si arriva passando da un corridoio con dei quadri interattivi dedicati alla storia delle donne.

Soddisfazioni

Mi sono divertito un po’ con questi pannelli, perché ero curioso di vedere quali figure storiche hanno avuto l’onore di entrarci. Non mi sarei mai aspettato di vedere “le donne di Saturday Night Live messe alla pari di altre figure come Eleanor Roosevelt, Bella Abzug o Coretta Scott King, ma eccole qui!

Ho scorso tutti i fotogrammi di questa sezione, compiacendomi del fatto che al programma e alla materia che sto studiando è stata riconosciuta dignità storica da un’istituzione così prestigiosa, in barba ai rosiconi!

Nello stesso corridoio, c’è anche un bellissimo ritratto di Eleanor Roosevelt e una vetrina che presenta diversememorabilia” della tennista Billy Jean King, quella della celebre “Battaglia dei sessi” immortalata nel film con protagonisti Emma Stone e Steve Carrell.

Non è finita qui, perché in un’altra sala c’è un’intera collezione di lampade di Tiffany di tardo ottocento e primo novecento. Che robe.

Qual è la morale?

La morale è che l’archivio del Paley Center for Media e La New York Historical Society sono due esempi diversi di come si possa fare divulgazione storica.

Il primo è un vero e proprio archivio televisivo pubblico, che offre in maniera semi-gratuita la consultazione di un’infinità di risorse organizzate dai curatori. Il centro, mi pare di aver capito, consente anche di provare videogiochi, mentre al piano terra vengono tenute di volta in volta diverse mostre (anche se quella a tema natalizio che c’è ora non mi è sembrata ‘sta gran cosa). Nonostante il nome altisonante, il fulcro di tutta la struttura rimane comunque una stanza con dei computer dove guardare dei vecchi programmi.

Il museo della società storica, invece, è a pagamento e offre dei percorsi tematici molto vari. Tuttavia, ogni stanza ha una narrazione coerente e diretta: se non volete perdervi tra una miriade di cianfrusaglie è quello che fa per voi. Gli schermi interattivi, poi, com’è la moda dei moderni musei americani, risponderanno ad ogni vostra domanda. Se riuscite a beccare il momento del tour guidato con la signora che vi porta in giro e vi racconta tutto lei, tanto meglio.

Poi, la libreria del museo ha tutti gli “utilissimi” libri dei candidati democratici.

Qualche anno fa non ne volevo sapere di guide, tour o cose del genere, ma ultimamente mi va anche bene non dovermi creare ogni volta il percorso da zero. A volte, farmi raccontare la storia da chi ne sa più di me è un grosso sollievo.

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