Sogno, libertà e potere: Chilling Adventures of Sabrina (Feat. Anna.)

Chilling Adventures of Sabrina

Tempo di lettura: 10′

Double, double, toil and trouble;
Fire burn and cauldron bubble.
Double, double, toil and trouble;
Something wicked this way comes!


No, non è una citazione da Chilling adventures of Sabrina, né da altre serie tv che trattano di stregoneria. È un riadattamento, composto da John Williams, di alcuni passi del Macbeth di William Shakespeare per la colonna sonora di Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, il mio film preferito della saga (e forse uno dei miei film preferiti di sempre).

All’arrivo dei protagonisti a Hogwarts, la canzone viene cantata dal coro della scuola, accompagnato da una melodia incalzante e sinistra. Essa ci comunica un senso di disagio e mistero perché a qualcosa di maligno (something wicked) e ambiguo sta arrivando a Hogwarts.

Il film è infatti il giro di boa della saga, Harry e i suoi amici stanno diventando degli adolescenti e scoprono che la loro visione del mondo, divisa in “buoni” e “cattivi”, non descrive per nulla la complessità della loro esperienza. Il loro compito sarà quello di rendere conto delle ambiguità, delle zone grigie, del dubbio che si insinua nelle loro menti come la sottile melodia di “double trouble”, la canzone i cui versi ho riportato sopra. 

C’è anche il video col montaggio potterminkia, meglio di così.

Sabrina Spellman è in una situazione simile, di crescita e di svolta, all’inizio della serie tv prodotta da Netflix. Sia chiaro, i due prodotti sono diversissimi, ma parlando ad un pubblico di teenager cercano di comunicare entrambi che la realtà non è mai semplice. Il mondo non si divide in «persone buone e mangiamorte» (cit. Sirius Black), così come non si divide in “cattive” streghe sataniche e “bravi” esseri umani di Greendale, la cittadina americana fittizia dove è ambientata la serie.

Old e New England (ancora).

Oltre al fatto che entrambi trattino di magia, il confronto tra Chilling adventures of Sabrina (in italiano Le terrificanti avventure di Sabrina) e Harry Potter tiene perché attingono allo stesso immaginario, anche se in maniera diversa.

Lo spiccato accento inglese di Zia Hilda e quello meno marcato ma alquanto aristocratico di Zia Zelda (interpretata dall’attrice australiana Miranda Otto, Éowyn de Il signore degli anelli per capirci) evocano l’universo magico che arriva sempre, in queste storie, dalle isole britanniche. Il latino è poi la lingua magica per esperienza, anche se le forze della natura e delle ombre che vengono evocate sono spesso celtiche e pre-romane.

Vi ricordate che nell’ultimo articolo ho citato le comunità puritane che dalla vecchia England sono arrivate nel New England all’inizio del Seicento? È proprio con queste che la storia della stregoneria americana inizia. O meglio, dei processi di stregoneria, come quello della cittadina di Salem (Massachussetts) tra il 1692 e il 1693.

Attraverso le parole e le esperienze dei personaggi, il passato tormentato della streghe in America è continuamente evocato, permettendoci di dare un background alla vicenda.

Incroci spazio-temporali.

Il fumetto originale di Roberto Aguirre-Sacasa, creatore della “nuova” Sabrina più dark e horror, sembra collocare Greendale nei pressi del Massachussetts, ma la serie tv non ci dà una posizione precisa.

Anzi, il fatto che Greendale sia una città mineraria fa pensare più al mid west, infatti esiste una città nel Wisconsin con lo stesso nome. Sappiamo però che è gemellata con Riverdale, ambientazione (sempre inventata) dell’omonima serie che come Sabrina è tratta dai fumetti della Archie Comics.

Pellegrini anni sessanta.

Greendale però è un’ambientazione efficace proprio perché pone l’ambiguità come suo carattere costitutivo, non solo spaziale, ma anche temporale. Essa è un’incrocio di decenni, stili e orizzonti culturali diversi:

  • abbiamo dei rimandi ai tempi pilgrim fathers con alcuni costumi, usanze e stili architettonici che caratterizzano le varie istituzioni della congrega di streghe e stregoni.
  • Per andare ancora più indietro, il senso di “antico” viene rimarcato grazie al continuo rimando alle tradizioni celtiche per le pratiche magiche e religiose, assieme alle citazioni giudaico-cristiane.
  • La greendale dei mortali è però molto fine anni sessanta – inizio anni settanta. Così come alcuni dei costumi, delle acconciature (quella di sabrina stessa) delle attività (lo shop fumetti-libri-bar-tuttoquanto) e anche qualche chicca per noi nerd della politica americana, come il ritratto istituzionale del presidente Lyndon B. Johnson appeso nell’ufficio del preside alla Baxter High.
  • Le tematiche, infine, assieme a qualche altro elemento come l’uso dei cellulari, sono attuali. Anzi, accostato agli anni sessanta, il “presente” della serie acquista ancora più valore. L’anti-autoritarismo, la lotta contro la discriminazione di genere e “di razza” (qui tra streghe e mortali), la retorica del sogno per un mondo diverso, la fame di libertà, assieme alle modalità con cui Sabrina conduce le sue lotte, rievocano chiaramente la stagione dei movimenti e delle lotte per i diritti civili.

Tutto ciò è connesso in maniera efficace con l’oggi, vista l’attenzione più marcata al femminismo, al patriarcato (una tematica a sua volta più anni settanta) e alla sensibilità LGBTQ+. Comunque, il motto sessantottino “vogliamo tutto” si adatta fin troppo bene al personaggio di Sabrina.

La scelta.

L’ambiguità spazio-temporale di Greendale è un valore aggiunto proprio perché restituisce il bisogno di esplorare il “grigio” e di porsi delle domande sulla realtà che ci circonda.

Per questo, il tono di Sabrina si allontana dal rassicurante binomio bene-male ancor più di Harry Potter. Anche se la magia delle streghe di Greendale è legata al diavolo, esse non ci appaiono come “malvagie”, ma come esseri umani che operano in un sistema di valori e che provano sentimenti di gioia e di dolore come tutti.

La Chiesa della Notte e L’Accademia delle Arti Oscure (una sorta di Hoghwarts satanica e perversa) sono certamente delle istituzioni fondate sulla prevaricazione altrui, sull’inganno e sulla violenza, ma  anche i loro adepti all’apparenza più “cattivi” invidiano la libertà di scegliere tra bene e male che è prerogativa dei mortali.

Sabrina stessa poi, essendo metà strega e metà mortale, dovrà scegliere tra il “cammino della luce” e il “cammino delle ombre” ma tutti e due hanno dei pro e dei contro. Sono due cammini “del grigio” appunto, che non offrono una risposta alle necessità immediate di un’adolescente.

  • Rimanere mortale significa infatti non avere potere, invecchiare e morire, non godere della magia ma conservare affetti, amori e libertà di scelta.
  • Scegliere di essere consacrata a Satana, invece, significa avere solo l’illusione del libero arbitrio, sottostare al suo crudele volere ma accedere anche al potere più grande che si possa desiderare. Tuttavia come ricorda Zia Zelda, «la magia ha sempre un prezzo» e quindi il potere è limitato dalla volontà del suo malvagio concessore, il diavolo.

Il potere della scelta, la scelta del potere.

Il potere a cui punta Sabrina, invece, è quello di compiere le proprie scelte senza rimanere nel crudele recinto delineato da Lucifero, sfruttando comunque al massimo le sue abilità di strega. Vuole il potere per sfidare l’autorità, le convenzioni e la tradizione, facendosi portatrice di un sogno che sarà pure vano idealismo, ma che almeno le permette di pensare un mondo migliore per streghe e mortali. Sabrina rifiuta l’alternativa tra luce e ombra e sceglie una terza strada: volere tutto per tutti.

Se avete visto la seconda stagione, avrete ben presente il momento preciso in cui la protagonista è sul limite di gettarsi in questa opera che è al contempo rigeneratrice e messianica.

Chilling adventures of Sabrina secondo Anna.

Ho chiesto in giro qualche altra opinione per darvi un’idea più completa della serie. Anna Pertile (in arte Anna.), che per prima mi ha incalzato a guardare Sabrina, ha gentilmente scritto una sua piccola riflessione e ha allegato due bellissime illustrazioni ispirate alla serie.

«Astraiamo per un momento il fatto che si stia parlando di un teen-drama e lasciamoci invadere da tutta l’atmosfera surreale e tenebrosa che si respira nella fotografia di questa serie. “Sabrina” sa regalare piccoli spaventi, riprendendo la tradizione dei Penny Dreadful, senza essere ben definita nel tempo e senza portare con sé la malinconia esistenziale dell’omonima serie. Quella che vediamo è una satira del Cristianesimo e delle sue tradizioni che va oltre l’aggettivo “intelligente” e sfocia nel dark humour più oscuro e divertente».

Anna, oltre a essere una bravissima artista e scrittrice, è stata l’alta sacerdotessa che mi ha introdotto alle occulte arti per costruire e diffondere online questo sito. Poiché non ho dovuto apporre la mia firma su alcun Libro della Bestia per accedere a questi poteri, non la ringrazierò mai abbastanza. Satan bless you! (Vedete di seguirla su facebook e su instagram).

«…anche a voi e famiglia».

Quindi domani è Pasqua e abbiamo appena parlato di una serie che tratta di occultismo, satanismo e che parodizza la religione istituzionalizzata. Che tutto questo vi piaccia o no, io e Anna vi consigliamo di guardarla e di farvi trasportare dai suoi momenti teen, dalla sua linea comica e dalle sue citazioni horror.

Quando arriverete alla fine di questa storia di magia oscura, demoni, angeli e esseri umani, fate tesoro della lezione di Sabrina: scegliere è difficile, doloroso e scomodo, ma anche augurabile e necessario, se si sogna di creare un mondo nuovo.

Beh dai, forse Chilling adventures of Sabrina con la Pasqua può c’entrare qualcosa. Tantissimi auguri, passate delle belle vacanze/ferie se ne avete e noi ci rivediamo tra una settimana.

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