The Daily Snow: Neve e TV di mattina e di sera – Mari IN ‘merica #16

The Daily

Ieri è cominciata la mia terza settimana nella Grande Mela e finalmente sono tornati i vari appuntamenti televisivi dopo qualche giorno di pausa.

Alla la mattina, sono andato a Live with Kelly and Ryan, che va in onda alle 9 su WABC-TV (ABC 7), un canale appartenente alla rete televisiva ABC, la terza delle reti “storiche” americane, dopo NBC e CBS. Ho concluso invece la giornata assistendo a The Daily Show with Trevor Noah, uno dei miei programmi comici preferiti.

Syndacation…che roba è?

Inziamo però dallo show della mattina. Una cosa interessante è il fatto che, a differenza di altri, Live with Kelly and Ryan è una trasmissione “syndacated. La syndacation è un sistema un po’ strano per noi (per me in primis) che abbiamo presente un contesto televisivo centralizzato, dove ci sono Rai, Mediaset ecc. che trasmettono nello stesso momento in tutto il territorio nazionale.

Negli Stati Uniti, invece, le tre grandi Broadcast Network (NBC, ABC, CBS) hanno una rete di emittenti “locali”, come lo è WABC-TV nello stato di New York. Questi emittenti fanno “canale a sé” e seguono una programmazione per zona, ma hanno anche l’obbligo di trasmettere alcuni grandi produzioni della casa madre, come i notiziari nazionali o i programmi più di successo.

Cosa vuol dire quindi che Kelly and Ryan è Syndacated? Vuol dire che non è commissionato direttamente dalla ABC “centrale”, ma è prodotto da una delle sue reti locali (di nuovo, la WABC-TV newyorkese) e poi venduto ad altre reti.

So che questo è un diario, ma mi sembrava opportuno parlarne dato che è una cosa non scontata per capire come funziona la TV statunitense. Anche queste cose un po’ più tecniche e concrete contano per valutare il contesto e la forma dei programmi.

Live with Kelly and Ryan e la “TV da colazione”

Live, come suggerisce il nome, è tramesso in diretta tv, almeno per New York e la costa est, così come la maggior parte degli show “da colazione” o Morning Talk Show, i programmi che vanno in onda in orario mattutino. Essi possono essere più leggeri (come Live! e GMA) o più “pesanti”, come CBS This Morning. Per fare una comparazione con l’Italia, gli estremi da tenere presente sono Uno Mattina per i primi e Omnibus su La 7 per i secondi.

Quello che mi incuriosiva di Live era la sua storia lunga e travagliata, il fatto che fosse in Syndacation e la diversità di toni dai Late Show, il formato a cui sono più abituato. I Morning Show, infatti, non sono condotti da comici di professione, ma da normali conduttori televisivi, giornalisti o produttori che si sono creati un personaggio televisivo. Un po’ come da noi.

Ma quanto sono belli.

Assistendo al programma ho fatto i conti anche con la mia parte “fighettina” che spesso, studiando questi argomenti, isola ciò che più reputa importante, come appunto i Late Show, solo perché sono ciò che mi interessa di più.

Invece, negli orari mattutini, c’è tutto un altro mondo: quello di Live è fatto di cose che ad un occhio/orecchio abituato all’ironia come il mio risultano trash (eccessive, triviali) e cringe (imbarazzanti).

Infatti, alcune cose mi hanno messo un po’ a disagio, come le urla delle cinquantenni dietro di me per essere scelte a ballare sulla pista, la signora che ha chiamato da casa per fare il quizzino idiota, il momento “posta del cuore” e quello “cosa regalare a natale” (così gli sponsor sono felici).

E ancora: abituato ad un contenuto ironico, le frasi dei conduttori e la loro costante accondiscendenza nei confronti del pubblico mi apparivano finte, non autentiche e costruite.

E quindi, eccoli i miei limiti: una visione del mondo un po’ distorta dall’ironia, la saccenza di saperne di più sulla realtà di quel pubblico di signore dai trenta ai cinquanta in sala con i mariti. È la storia di coloro che guardano San Remo solo ironicamente perché pensano di capirne più degli altri.

Non è che forse, in realtà, il modo di fare TV di Kelly and Ryan mi mette in imbarazzo perché mi ricorda tanto il nostro? Uno stile che probabilmente vorrei rifiutare, rifugiandomi nella comicità americana di tarda serata, il modo per me veramente “bello” di fare TV.

Limiti o meno, un’ora e mezza fuori al freddo non è stato tempo buttato via. Anche perché, in realtà, abituandomi al contesto, non l’ho trovato uno show così male. Non insulta l’intelligenza di nessuno (a volte forse un pochino) e mi ha fatto paura più il pubblico attorno a me che i conduttori stessi.

Kelly Ripa, la storica conduttrice di Live, è stata scelta nel 2001 dal leggendario “padre” del programma Regis Philbin, il quale conduceva lo show dal 1971, chiamato allora A.M., poi Morning Show e infine Live with (e a seguire i nomi degli host).

Ripa è una professionista e la sua personalità un po’ stizzita e snob (quanto ama posare per la telecamera) è ben bilanciata da quella del bonario Ryan Seacrest, che è diventato suo co-host nel 2017.

La trasmissione di ieri è iniziata con una discussione sul Giorno del Ringraziamento, sul cibo e su come fare un Brindisi che si rispetti. Mi ha strappato anche qualche risata sincera.

A metà puntata, è arrivata anche l’ospite, Scarlett Johansson. Non me l’aspettavo, l’ho scoperto mentre ero in fila e insomma, Mr Culo ha colpito ancora e posso aggiungerla alla lista di tutte le celebrità viste dal vivo in queste settimane. Ovviamente, anche qui rimaniamo su argomenti di conversazione a tema Thanksgiving, come torte e cene da preparare.

Ah sì, Scarlett è assieme a Colin Jost, uno degli sceneggiatori di Saturday Night Live e host del segmento importantissimo “Weekend Update”.

La Neve e Trevor Noah.

Uscito dallo show, sono stato sorpreso da una tormenta di neve che è durata per tutta la giornata. Sono andato un po’ a casa a scaldarmi, ma alle quattro dovevo ripartire perché mi aspettava probabilmente l’ultimo Late Show a cui assisterò durante la mia permanenza: il Daily Show.

The Daily

The Daily Show va in onda dal 1996, dal lunedì al giovedì alle 23.00 sul canale a pagamento Comedy Central. In teoria, chi ha Sky in Italia può seguirlo integralmente su Comedy Central Italia e non su YouTube a pezzi come faccio io. Buono a sapersi.

Il programma veniva condotto inizialmente da Craig Kilborn, ma venne portato al successo da Jon Stewart, che sedette dietro la scrivania dal 1999 al 2015.

Stewart è una figura fondamentale per la comicità americana: con Kilborn, The Daily Show era una parodia dei notiziari televisivi, ma con Stewart divenne qualcosa di più, un commento satirico incisivo e costante sulle vicende politiche della giornata.

Stewart non faceva battute isolate sulla politica come i vari conduttori dei late show nei loro monologhi, ma proponeva un commento comico-satirico approfondito che finiva anche per informare e non solo per intrattenere.

Nonostante Stewart abbia affermato, per tutelarsi, che il suo era solo intrattenimento e che non intendeva sostituirsi ai notiziari giornalistici, per molti giovani The Daily Show divenne una fonte affidabile da cui trarre le proprie informazioni.

Dalla “scuola” del Daily Show di Stewart uscirono Steven Colbert, Samantha Bee, John Oliver e Hasan Minhaj, che hanno oggi i rispettivi programmi comico-satirici. Colbert ha portato la sensibilità del Daily Show al Late Show sulla CBS, facendogli toccare livelli di politicità mai raggiunti nemmeno da Letterman.

Trevor Noah ha preso le redini di The Daily Show nel 2015, dopo il ritiro di Stewart. Come spiega bene nei suoi vari speciali su Netflix, Noah viene da un contesto molto diverso: è sudafricano, figlio di padre bianco e di madre nera, ha vissuto la povertà e l’Apartheid.

Adottato” dalla TV Americana, Noah ha saputo ritagliarsi il suo spazio, traendo le lezioni di Stewart su come riflettere comicamente sugli eventi politici. Tuttavia, ha uno stile più giovanile e dinamico: appare, date le sue origini e la sua storia personale, più “distaccato” di Stewart dal contesto americano e dedica maggior spazio ad altre questioni sociali come il razzismo.

The Daily Show, 2 dicembre.

Lo show di ieri sera è iniziato dopo un’ora circa da quando siamo entrati nello studio. Tra il pubblico, ho conosciuto due ragazzi molto simpatici, uno messicano e l’altro pakistano, due fan dello show entrambi a New York per lavoro. Sono due esempi di come il pubblico di Trevor Noah sia molto diversificato dal punto di vista etnico e nazionale.

Nella puntata di ieri sera, Trevor si è preso un po’ gioco della senilità di Joe Biden (ricordo: è un programma per millennials) assieme a Michael Kosta, uno dei comici che partecipa alla redazione programma.

Infine, l’ospite della serata era Mark Ruffalo, che ha parlato del suo nuovo film dove interpreta un avvocato che sfida la grande corporation DuPont.

Insomma, la Vedova Nera alla mattina, Hulk alla sera, quali altri Avengers incontrerò nel mio soggiorno newyorkese? 🙂

Forse al massimo Babbo Natale.

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