Tre film americani per un’estate ignorante (ma non troppo)

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Ragazzi, l’estate sta arrivando. Anzi possiamo dire che è già arrivata assieme al caldo, al sole, alle lunghe giornate e a tutte quelle cose che ci fanno venire voglia di vacanza (Inizio standard da Studio Aperto).

Per questo, è sempre più difficile per me parlarvi di tipi di intrattenimento interno, come film e serie tv o addirittura di cose impegnative, come storia e politica. Potrei parlarvi dell’NBA, ma la mia conoscenza al momento si ferma a Space Jam (spero di recuperare, giuro) mentre la mia comprensione del Baseball è rimasta a Chicken Little. Forse è meglio restare nel mio campo e fare comunque un articolo estivo che abbia un senso.

Vi parlo quindi di tre film che possiamo collocare in un sotto-infra-sotto-genere, quello del “comedy summer movie”: magari potete recuperarli durante l’immancabile giornata di pioggia al mare o con un cineforum improvvisato in cortile dopo una festa con abbondanti dosi di alcol. 

Questi film sono ignoranti ma non troppo: non vi consiglio mica insulti all’umanità intera come il remake di Baywatch (urgh), ma delle commedie scritte da gente consapevole che sa di non doversi prendere troppo sul serio e di fare intrattenimento senza spendere centinaia di milioni di dollari.

A volte, possono riservare delle sorprese e farci capire i meccanismi di generi cinematografici molto vecchi che non accennano a scomparire, anche se in parziale crisi. Inoltre, ci dicono molto sulle trasformazioni del cinema americano e sui gusti del pubblico.

Tutti e tre i film citati li trovate su Netflix, che ormai deve iniziare a pagarmi. Detto questo, iniziamo con questo trittico da estate ignorante!

1. Per il ciclo strano cult: Wet Hot American Summer.

Oh, partiamo con un vero e proprio cult, che ho scoperto appena mi sono abbonato a Netflix qualche anno fa. Il film è del 2001, ma dato il suo insuccesso commerciale non era mai uscito in Italia, anche se ha guadagnato un certo seguito per il suo cast importante (Paul Rudd, Bradley Cooper, Elizabeth Banks, Amy Poehler…) e per il fattore “stranezza” che lo caratterizza. Forse ha accumulato una fama un po’ troppo da circolo hipster per appartenere ad un’estate ignorante, ma non non formalizziamoci troppo. 

È ambientato nel 1981, durante l’ultimo giorno del campo estivo di firewood. Racconta le vicende di un gruppo di animatori che invece di badare ai bambini fanno tutt’altro: se ne vanno a farsi le canne, a drogarsi in città e pensano solo a fare sesso con la bella ragazza o il bel ragazzo di turno. Inoltre, la caduta di un pezzo del satellite Skylab minaccia di uccidere tutti e di rovinare il magnifico talent-show serale. 

L’assurdità delle situazioni, spesso fuori da qualsiasi logica e razionalità, colloca il film su un altro piano rispetto alle commedie più classiche. Wet Hot parodizza le dinamiche e le situazioni delle commedie adolescenziali-sessuali anni ottanta, uscite dopo il grande successo di Animal House (1978, gran film). Insomma, è un ridicolizzare il ridicolo. In quest’ottica, risulta anche più intelligente di film come American Pie, il cui secondo capitolo, un’altra commedia estiva, usciva proprio nel 2001. 

Spin-off.

Quando vidi Wet Hot American Summer per la prima volta, rimasi un po’ interdetto e lo trovai molto strano, ma l’estate scorsa l’ho riguardato e me ne sono innamorato. Ho quindi recuperato subito le due mini-serie (una prequel e una sequel) ispirate al film che Netflix aveva commissionato nel 2015 e nel 2017, anche queste piene di non-sense, parodia e dark humor.

Però andate in ordine di uscita e guardate prima il film, sennò non si colgono i riferimenti e il magnifico effetto straniante voluto dagli autori. 

2. Per il ciclo trash totale: Estate a Staten Island.

È inutile nasconderlo, questo è un vero film da estate ignorante ed uno dei tanti eredi di quella lunga tradizione di cui vi parlavo prima. Cosa lo fa spiccare? Nulla eccetto il cast che è composto da attori comici d’esperienza. L’ho scelto semplicemente perché gli autori sono quelli del Saturday Night Live, è relativamente recente e mi pare che in pochi l’abbiano visto (chissà perché…).

Già l’anteprima del trailer vi dà l’idea del tipo di prodotto.

Però, il fatto che non sia niente di speciale è il suo punto di forza maggiore: è quel film che funziona benissimo in una serata tra amici dove si vuole solo ridere guardando degli idioti fare cose idiote senza che necessariamente ti esploda il cervello…o quasi. Per questo, è perfetto per il cineforum post-sbronza in cortile di cui parlavo prima. 

La trama (AHAHAHAH “trama”) è la seguente: Danny assieme al suo amico Zack sono dei bagnini in una piscina a Staten Island, New York, e vogliono organizzare una festa abusiva prima che Danny parta per Harvard alla fine dell’estate. Fine. 

Un gusto classico.

Estate a Staten Island ha tutte le caratteristiche parodizzate da film come Wet Hot American Summer: c’è il classico figo tontolone che deve andare al college, c’è il suo amico meno bello e indecente, c’è la super-fica in costume (con le immancabili inquadrature strategiche) di cui cui il protagonista si innamora e che è figlia del mafioso locale. La lista continuerebbe, i personaggi stereotipati ci sono tutti così siamo tutti felici. Però, una cosa che lo distingue da altre commedie simili di venti o più anni fa è che sembra essere consapevole di tutto ciò.

Anche il concept di organizzare una festa è una delle cose più classiche che in questo genere di film possiamo trovare. Sì, dico “classiche” e non “banali”, perché alla fine è sempre divertente e se vi mettete a fare gli iper-critici cinematografici con un film del genere vuol dire che la vita vi ha fatto male. Magari ecco, evitate di proporlo ad un primo appuntamento o se volete fare colpo su qualcuno.

3. Per il ciclo vecchie glorie: Vacation.

Infine, dopo il cult-strambo e il trash, arriva un classico (non nel senso di prima) intramontabile del 1983: National Lampoon’s Vacation. Così come altri film comici di quell’epoca, trae le sue origini da una storia scritta per la rivista umoristica National Lampoon, un vero e proprio successo di quegli anni.

Non temente però, perché anche Vacation è un film perfetto per la vostra estate ignorante, anche se ormai sente il peso degli anni. Penso si possa considerare il capostipite di tutti i film comici sulle vacanze, compresi i nostri cinepanettoni, con i quale condivide alcuni momenti topici.

Durante il film, che ha avuto tre seguiti e pseudo-reboot nel 2015, seguiamo le vicende della famiglia Grinswold attraverso il punto di vista del padre (interpretato da Chevy Chase), un perfetto idiota. Egli decide di portare sua moglie, suo figlio e sua figlia (della quale gli sfugge il nome) in un viaggio on the road fino in California.

L’obiettivo è il mitico parco divertimenti Walley World, ma per arrivarci dovranno fare i conti con una serie di sfortune e imprevisti da cui scaturiscono le situazioni comiche: incidenti, cambi di percorso, incontri con individui poco raccomandabili, maltempo, una bella ragazza che “distrae” più volte il protagonista.

Possiamo cogliere anche un accenno di satira dell’America intera, popolata solo da gente che ti vuole fregare (che siano neri degli slums, i contadini bianchi o i perfidi e sporchi meccanici) ma anche della famiglia americana idealizzata, che vivendo nell’idillio dei suburbi si instupidisce sempre di più e appena si muove è incapace di far fronte alle situazioni più semplici. Tuttavia, la white suburban family, con tutte le sue pecche, alla fine viene confermata come modello vincitore.

Dopo questi tre consigli, vi auguro di passare una bella estate americana ignorante (ma non troppo). Ovviamente di film trash meritevoli ce ne sono molti, ognuno ha la sua lista preferita anche se non lo dice… quali sono i vostri?

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