Una mamma per amica e la democrazia in America.

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Rory Gilmore è un’eroina per molti della mia generazione. Le repliche infinite di Una mamma per amica (Gilmore Girls) ci hanno catturato con una storia di contrasti e intrecci tra mondo e paese, tra conservatorismo e progressismo, tra merito e privilegio. È una bella storia di formazione e parla del rapporto tra una madre single e una figlia; è anche una storia molto americana, che riflette sulla libertà dell’individuo e sulla volontà di essere self-made women and men o almeno di vedersi come tali.

Stars Hollow, Connecticut.

Stars Hollow è la cittadina fittizia e idilliaca del Connecticut dove Rory è amata e coccolata da personaggi che sono stereotipi viventi, a cui ci siamo affezionati e che ci hanno regalato tante risate.

Essa è anche un archetipo, una società semi-perfetta che ha la funzione narrativa di trasmettere quel senso di semplicità, comunità e famiglia da cui Rory dovrà uscire e che invece è bramato da sua madre, Lorealai.

Come molti altre municipalità del New England (la regione del nord-est degli USA che comprende Massachussetts, Rhode Island, Vermont, Connecticut e Maine) Stars Hollow è organizzata attorno ad una piazza centrale dove si concentrano tutte le attività. Le manifestazioni e le fiere cittadine, comuni in questi contesti, sono viste dallo spettatore della serie come un misto di folklore e di ingenuità provinciale, perché spesso scatenano situazioni buffe e assurde, le classiche cose da “paesino”.

Storia e politica.

L’effetto è voluto da Amy Sherman-Palladino, la creatrice della serie: è lei stessa che ci mostra non solo quanto la cittadina sia finta, ma anche quanto siano artificiose le tradizioni e le varie “storie delle origini”. Stars Hollow ha infatti un background assurdo e ridicolo.

  • Il suo nome risale alla leggenda di due amanti che per strani interventi cosmologici furono condotti dalle stelle ad incontrarsi proprio in quel luogo. Ciò è celebrato annualmente nel Firelight Festival, l’evento con cui si apre la prima puntata della serie.
  • La sua fondazione (1779) si intreccia con la Guerra d’Indipendenza americana. Ogni anno si celebra con una rievocazione storica la “Battaglia” di Stars Hollow, dove 12 soldati aspettarono per tutta la notte i nemici inglesi che però non arrivarono mai.

Inoltre, il suo sistema di governo, quello del Town Meeting, è uno dei più vecchi del Nord America e risale addirittura al XVII secolo, quando le prime comunità puritane emigrarono nel New England. Poiché era basato sul principio che ogni gruppo avesse la libertà di governarsi in autonomia, esso venne declinato in molteplici versioni, anche all’interno di uno stesso stato e tra municipalità simili.

A grandi linee è un sistema di democrazia diretta, con riunioni periodiche della cittadinanza che delibera, tramite il voto e dopo una discussione, su questioni legali, organizzative e di conflitti tra cittadini. Anche se a Stars Hollow assistiamo a numerose riunioni, solitamente l’assemblea si riunisce una volta l’anno per approvare il bilancio e emanare ordinanze locali.

La democrazia diretta in America.

Questo sistema fu illustrato già da Alexis de Tocqueville, che compì nel 1831 un viaggio nei giovani Stati Uniti d’America.

Il suo compito era quello di studiare il sistema penitenziario di un paese ancora poco conosciuto, per trarne importanti lezioni da riportare in Francia. Tuttavia, Tocqueville fece di più, osservò e prese appunti sulla società, sulla politica e sullo stile di vita degli americani di allora, del nord e del sud. Tornato in patria, scrisse un capolavoro, La democrazia in America.

Tocqueville scrive che nelle township (i “comuni) del New England non è ammesso il sistema rappresentativo e il popolo, a cui bisogna obbedire, è l’unica fonte dei «poteri sociali» ed è l’assemblea cittadina a guidare l’azione degli incaricati pubblici. Ogni individuo detiene la stessa porzione di sovranità e obbedisce a questo sistema «perché l’unione con i suoi simili gli pare utile».

Scrive l’autore:

«L’abitante della Nuova Inghilterra si affeziona al suo comune, poiché esso è forte e indipendente; vi si interessa perché concorre a dirigerlo; lo ama perché non ha da lagnarsi della sua sorte; mette in esso la sua ambizione e il suo avvenire; si mescola ad ogni piccolo incidente della vita comunale; in questa sfera ristretta che è in suo potere, egli si esercita al governo della società; si abitua a quelle forme senza le quali la libertà procede solo con rivoluzioni: si compenetra del suo spirito, prende gusto all’ordine, comprende l’armonia dei poteri, e raccoglie infine idee chiare e pratiche sulla natura dei suoi doveri e sull’estensione dei suoi diritti.»

Queste parole di Alexis di Tocqueville, se confrontate con la serie, portano certamente alla memoria le varie facce di Taylor Doose, Miss Patty, Kirk e degli gli altri abitanti impegnati di Stars Hollow.

I select men.

Nella serie tv, gli showrunners dedicano parecchi minuti a mostrarci le varie riunioni, che hanno luogo nella scuola di danza di Miss Patty. È interessante notare come esse ci facciano entrare, anche tramite la semplificazione o l’esagerazione comica, dentro una matassa di relazioni interpersonali, di amicizia o rivalità, di stima o di astio. Nel Town Meeting ognuno è libero di parlare e i malumori si scagliano quasi sempre su Taylor, proprietario del market del paese e presidente delle riunioni in quanto select man.

Ancora, Tocqueville ci spiega che cosa sono i select men tramite un esempio.

«Supponiamo che si tratti di creare una nuova scuola: i select men convocano in un certo giorno, in luogo prestabilito, tutti gli elettori, espongono il bisogno che si fa sentire, fanno conoscere i mezzi per soddisfarlo, il denaro occorrente, il luogo conveniente. L’assemblea, consultata su tutti questi punti, adotta il principio, fissa il luogo, vota l’imposta e rimette l’esecuzione delle sue volontà ai select men».

Essi sono amministratori/esecutori della volontà popolare, eletti dai cittadini e sottoposti al vaglio continuo dell’assemblea. Ovviamente le cose sono mutate nel tempo però questa impostazione di base si può riconoscere ancora oggi, anche in una serie tv che per esigenze narrative riduce le complessità come Una mamma per amica.

Città sopra le colline e affini.

Per Tocqueville, i town meeting erano l’esempio tangibile della democrazia in America, che ebbe origine proprio nelle comunità del New England, sin dall’arrivo dei “padri pellegrini” nel 1920. Il tutto fu supportato anche dalla spinta religiosa ad edificare una «città sopra la collina», ovvero una società biblica perfetta. Questa era stata l’esortazione del pastore John Wintrop ai coloni puritani del Massachussetts nel 1630. Le assemblee stesse, in origine, erano il modo con cui i fedeli esercitavano l’amministrazione della loro chiesa.

Il modello di società ideale, democratica, proprietaria e autogestita che nell’assemblea cittadina avrebbe trovato la sua massima espressione, è al contempo esaltato e ridicolizzato in Gilmore Girls. Stars Hollow è una comunità viva ma stereotipata, idilliaca ma comica, unita ma divisa da rivalità e antipatie. Per noi è l’ennesimo esempio di come attraverso la cultura di massa, si possano interpretare concetti e realtà esistenti in modi sempre diversi.

In questo articolo ho cercato di spiegare una delle relazioni tra Una mamma per amica e la democrazia in America. Sì, senza corsivo e con la “d” minuscola, per indicare più la vita democratica in sé che l’opera di Tocqueville, sennò mi cacciano dall’università e non è il caso…almeno per adesso 😉

Note:

  • Una mamma per amica la trovate su Netflix
  • de La democrazia in America ho l’edizione Bur 2015, curata da Giorgio Candeloro.

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